Telefono muto di Mario Italo Fucile

03.06.2014 03:45

E’ quasi pomeriggio, da ieri notte che sono sdraiato nel letto
Mi giro rigiro fra le lenzuola 
La mente guarda con gli occhi del mio intelletto.
I miei pensieri sono come una banderuola 

Gli occhi sono socchiusi, le membra sono stanche sebbene abbia tanto dormito.
Non mi alzo, guardo solo le pareti che si allontanano all’infinito.
Fisso in continuazione il cellulare sul comodino posto. 
È da qualche tempo addormentato, nessuno, infatti, mia ha da giorni risposto.
E lui non si è svegliato.

Ore e ore di dubbi e angosce silenziose e dirompenti 
Scandivano il tempo come orologi troppo veloci.
Il tempo passava in fretta e non sentivo più quelle angeliche voci.
Un dubbio feroce invadeva la mia mente 
Una ferita nel cuore si faceva ancora una volta dirompente.

Avevo capito senza alcun messaggio 
Di aver perso uno stupendo personaggio.
Sono passate appena tre settimane
E di quei sussurri di un’amabile voce nulla rimane.

Solo un telefono sul comodino 
Che sta dormendo e sonnecchiando come un bambino.
Per me non era solo un elemento moderno 
Ma un caldo cuore che afferravo nella mia mano. 
Quello di un corpo di donna lontano 
Un angelico essere avevo imparato a conoscere 
e che avrei voluto rimanesse in eterno.

La vita si sa questi amori non li permette. 
Ci son problemi condizioni che gli amori li mette in manette 
Sono anni che inseguo l’amore 
Pensavo che per guarire questa esigenza bastasse un dottore. 

Ero un secchio dal fondo bucato 
Che cercava incessantemente amore da tutti e che ora si è stancato.
Ora basta ho deciso di tappare da solo quel foro con forza coraggio 
Ardimento.
Con la cazzuola della sofferenza l’ho tappato con la rassegnazione 
Usandola come cemento.

Ma quest’amore non è certo perduto 
Anche se all’apparenza è poco durato e subito finito.
Il cuore di ognuno che mi ha tanto amato
In una capiente valigia purpurea come il mio sangue 
È scivolato. 

Li conservo e li ho pazientemente ordinati per nome. 
Antonella, Barbara, Claudia oppure Carmelina 
Quella valigia è sempre in ordine e a me molto vicina. 
La guardo la riguardo, la prendo e la porto con me ogni mattina.
So che verrà il momento di riaprirla 
Sentirò dall’interno i battiti di un cuore 
Io so chi sarà a chiamare, di certo è il mio ultimo amore. 

Farà sentire la sua voce affinché io possa di nuovo apprezzare il suo candore.