Sul tetto di Napoli di Esposito Pasquale

14.06.2014 14:55

C'era l'inganno della rosa
scarlatta e la marea aggressiva
che sempre graffia.
Salimmo a piedi sulla
lava spenta, dal lato di 
San Sebastiano al Vesuvio.
Avevamo il nostro fuoco
adolescenziale.
Partenopei di fuoco come
il nostro fratello Vesuvio.
I versi ci chiamavano fin
dove il profumo delle ginestre
si espandeva.
Insistevano i versi per 
farci guardare il panorama
sublime.
Stavamo sulla terrazza del Paradiso,
baciati da una suprema bellezza.
Su di noi una sottile trina di luce,
si estendeva più dell'iride,fino
al varco del cono del Vesuvio,
dove noi inserivamo le mani
nelle fumarole,mi guardasti
tremante ,con lo sguardo 
verso l'infinito.
Ascoltavo in silenzio le tue
mute parole, e un tuo bacio
arrivò all'eremo del mio cuore.
Li sul tetto di Napoli