Poesia di Andrea ConteFilsero‎

17.06.2014 11:34

Brucia la sigaretta che accoglie l'aurora del nativo giorno, accolta dall'eco del canto secco di un gallo dalla lontana campagna che giunge fin qui, sovra i tetti della città. E gli uccellini con la loro melodia fischiettano nell'aria aspettando, forse, che la madre porti loro qualcosa da mangiare. La tela del cielo s'appresta nuovamente a esser dipinta, si inizia col rosso della speranza che intravedo tra soffici e grigie nuvole. Poi, quando di lei rimane solamente un piccolo mozzicone i riflessi del natio giorno si spostano ancora una volta a ringraziar la madre che è di tutto il creato, immeritatamente per alcuni più demoni che uomini. E così, una leggera e fredda brezza sfonda la finestra con la sua luce. Mai te ne saremo grati, natura.