Clochard di Giorgio Bisignano e Concetta Monteleone

03.06.2014 02:57

Mi smarrii tra le folli note
del tuo amore acerbo,
in un cielo terso, 
che nell'infinita luce si dirada.
Sgranati gli occhi 
verso inutili idiozie
che un tempo 
furono soma,
cibo degli Dei,
dove ora annega 
la mia anima persa
nel profondo abisso
che fino a ieri sconoscevo.

Ora i miei pensieri errano,
raminghi e barbuti,
trafitti da una coltre legnosa
di crudeli bugie,
un c l o c h a r d ,
mentre i tuoi occhi,
distratti e assenti,
vivono le nuove primavere.

Nei tuoi occhi di cielo
vedo le nuvole
che il vento ha composto
come tristi note 
di canti solitari.
Rullare di rapaci fluttua
nella certezza dei fatti,
nell'orgoglio che ha trafitto
il fluido desiderio di vita.

Ma dietro quella porta,
la morbida speranza
di nuovi respiri
attende la luce,
linfa rossa al mio sentire
circola in un moto
di liquide armonie.
Presto abiteranno il cielo,
e non piu' nuvole,
non piu' buio,
non piu',
sara'.